I was born Screaming in America

Words: Bill Hicks (from “Revelation”)
Music: Maurizio Morganti
Images: Sandro Bocci

On December 16th, 1961 the world turned upside down and inside out, and I was born screaming in America.

It was the tail end of the American Dream. Just before we lost our innocence irrevocably when the TV eye brought the horror of our lives into our homes for all to see.
I was told when I grew up I could be anything I wanted a fireman, a policeman, a doctor, even president it seemed, and for the first time in the history of mankind something new called an astronaut.
But like many kids growing up on a steady diet of westerns I always wanted to be the cowboy hero that lone voice in the wilderness fighting corruption and evil wherever I found it, and standing for freedom, truth, and justice.
And in my heart of hearts I still track the remnants of that dream wherever I go in my never ending ride into the setting sun.

Il 16 dicembre 1961, il mondo si rigirò sottosopra e si rivoltò verso l’esterno, ed io nacqui in America, gridando.
Era la fine del Sogno Americano, un attimo prima che perdessimo irrevocabilmente la nostra innocenza, quando le telecamere ci portarono in casa l’orrore delle nostre vite perché tutti potessimo vederlo.
Mi dissero che quando sarei cresciuto, sarei potuto diventare ciò che volevo: pompiere, poliziotto, dottore, a quanto pareva persino presidente, e per la prima volta nella storia dell’umanità, una novità: l’astronauta.
Ma come per molti bambini crescendo a pane e western, ho sempre voluto essere il cowboy,
la voce solitaria nel deserto, che combatte contro la corruzione ed il male, ovunque si trovino, difendendo libertà, verità e giustizia….
e nel profondo del mio cuore, seguo ancora le tracce di quel sogno ovunque io vada, nella mia eterna cavalcata verso il tramonto.

Porgrave | 16 00 16 13 31 10 2014

Il tempo è un’ossessione collettiva crescente.
Nessuno poteva prevedere cosa sarebbe successo.
Folle, scansioni cerebrali, ologrammi, dispositivi portatili, la vita in streaming.
Più lo sentiamo sfuggire e più ci domandiamo cosa sia.
Ci accorgiamo allora che non esiste.
Nessuna formula relativa ai principi fondamentali della fisica ha come fattore il tempo.
Lo possiamo misurare ma non sappiamo ancora cosa sia.
L’istinto è forte, l’entusiasmo ti porta a vedere le cose da una prospettiva migliore.
Entra in campo visivo la magia.
La magia è che tutto questo non esiste.
Ce ne accorgiamo solo in quell’istante che frantuma la normalità
come una improvvisa tempesta solare
manda in tilt le comunicazioni.
E’ allora che ti senti più solo.
Scompare la musica, subentra un rumore disturbante.
La pupilla si contrae e tutto diventa semplicemente peggiore.
Sprofondi in un oceano di dubbi che ti spezzano le gambe proprio ad un passo dalla dirittura d’arrivo.
Ma anche allora, se l’idea sarà abbastanza forte rimarrà in campo
come lo spigolo di una roccia dopo una tempesta di neve
nel mezzo dell’inquadratura.
la musica si unisce alle immagini
in qualcosa di simile alla gravitazione.
E’ così che viaggiamo alla deriva nello spazio delle idee.
E’ così che pur non sapendo dove stiamo andando,
sappiamo che si tratta della strada giusta.
La curvatura del tessuto, provocata dalla forza delle idee,
ci fa rotolare in quella precisa direzione.
Come una pallina in un gorgo.
E nel frattempo ciò che deve accadere, accade.

16 00 16 13 31 10 2014

Incontrare il tempo di persona

E’ passata una vita da quando non lo facevi.

Adesso lo stai facendo in anticipo, nella tua mente.

La Gonzo Bike è carica e ti fa sorridere. Una honda cb 750 custom 1982.

Testa fluida sul manubrio.

Accamparsi in fondo ad una valle

il sole va da una parte all’altra

da una parte all’altra.

E poi c’è il buio, il dubbio.

Ricorda di portare  Delillo.

Stelle come nastri punzonati di carillon

il nastro gira

una testina legge la posizione ed emette una nota.

cos’è il tempo?

la nostra mente collettiva.

Ti fa stare bene saperlo?

Allevia la paura di morire.

C’è il fornello portatile per la moka, c’è vino rosso.

La musica è il canto della sirena

forse la musica è il tempo e lo spazio o forse no.

Qui c’è musica e le immagini sono limitate.

Quando sarai nella valle sotto il bosco, non sarà così. Arriveranno le informazioni, i dettagli.

Costruisci il futuro a partire da qualche istante fa.

Quello che pensi che farai sarà vissuto.

La tua mente è un proiettore

e l’universo una mappatura di coscienze collettive.

Vedi solamente le tue mani.

Rinunci a leggerle, ad ammirarne i dettagli fino a vederci superfici aliene.

Rinunci a tutto per avere tutto.

Il tempo di pensare definendo il tuo futuro

schiaccia quello per vivere il presente.

Ma il tempo non esiste. E’ un fatto.

Non si può speculare sull’inesistente senza fondare una nuova religione.

E’ la legge di Murphy. Tutto va male, contemporaneamente.

Eppure va bene, ogni istante è un dono e ti senti obbligato a restituire il favore caricandolo di significato.

Mentre qualcun’altro direbbe il contrario, di tutto o quasi, prova ad andare avanti.

 

 

 

 

Porgrave

Porgrave Teaser 1

Porgrave by: Sandro Bocci

“Si è sempre immaginato, con troppa disinvoltura, che non esistesse coesione tra gli individui, che la razza umana non fosse una totalità provvista di qualcosa che, sia pure in forma estremamente tenue, equivalesse a una specie di flusso sanguigno e nervoso in grado di propagarsi da uomo a uomo. Certo, esistono altri modi per spiegare perché miliardi di persone possano agire, pensare e sentire nello stesso modo, dato uno stimolo dominante, ma nel corso dei secoli i filosofi slan hanno considerato la possibilità che una simile affinità psicologica sia dovuta ad una straordinaria unità fisica e mentale.


Tutti i tentativi fatti per riportare a galla la verità sono stati sommersi da un’incredibile ondata di isteria di massa…
Quello che è avvenuto è avvenuto semplicemente perché c’è stata una reazione naturale alle intollerabili tensioni che spingevano gli uomini alla follia; e il motivo è che né il corpo né la mente erano più in grado di far fronte alla civiltà moderna.”
Un’ondata biologica ha in un primo momento generato nascite anormali e poi, per semplice statistica, creato nel corso dei secoli la nuova perfezione. Uomini capaci di percepire il pensiero.

“Slan” 1940 Alfred E. van Vogt

Galleria “frames from movement”:

Questa è la verità

“…Questa è la verità: in nessun caso le persone, anche quelle normali, non sono soltanto una persona qualunque con un insieme di caratteristiche. Non è così semplice. Siamo tutti alla mercè del sistema limbico, nuvole di elettricità che vagano attraverso il cervello. Ogni uomo è spezzato in frazioni di 24 ore e poi di nuovo in altre 24 ore. E’ una commedia giornaliera, un uomo che cede il controllo al prossimo: un dietro le quinte aff ollato di vecchi attori che scalpitano per il proprio turno sotto i riflettori. Ogni settimana, ogni giorno. L’uomo arrabbiato che passa il testimone all’uomo imbronciato e a turno al maniaco sessuale, all’introverso, all’oratore. Ogni uomo è una calca di gente, un gruppo di idioti incatenati tra loro. Questa è la tragedia della vita. Perché per pochi minuti di ogni giorno, ogni uomo diventa un genio. Momenti di lucidità, intuizione, chiamala come ti pare. Le nuvole si dividono, i pianeti si allineano e tutto diventa ovvio. Riuscirei a smettere di fumare, forse, oppure ecco come guadagnare velocemente un milione di dollari, o ancora la chiave per la felicità eterna. Questa è la verità miserabile. Per pochi momenti,i segreti dell’universo ci vengono svelati. La vita è un banale trucco da salotto. Ma poi il genio, il saggio deve cedere il controllo al prossimo tizio che si trova vicino alla cima della montagna, molto probabilmente al tizio che vuole soltanto mangiare patatine e sia l’intuizione sia la genialità sia la salvezza sono tutte adate ad un imbecille o ad un edonista o ad un narcolettico. L’unico modo per mettere ordine a questo disastro, naturalmente, è prendere precauzioni per assicurarsi di controllare gli idioti che si susseguono. Prendere la catena che vi vincola, di mano in mano,e guidarli. Il miglior modo di fare questo è una lista. E’ come una lettera che scrivi a te stesso. Un grande piano, disegnato dal tizio che riesce a vedere la luce, fatto di passi abbastanza semplici da essere compresi dal resto degli idioti. Seguire i passi uno per uno no a cento. Ripeterli se necessario. Il tuo problema è poco piu grave, forse, ma in sostanza è la stessa cosa… E’ come quel gioco per computer, la stanza cinese. Te lo ricordi?… Ci sono alcune ovvie diff erenze nella tua situazione, ovviamente: tu sei scappato dalla stanza in cui ti avevano rinchiuso, quindi l’intero gioco doveva essere trasportabile. E il tizio che ti da le istruzioni – quello sei sempre tu, solo una versione precedente di te stesso. E la barzelletta che tu racconti, beh, è la conclusione. Solo non penso che qualcuno la troverà molto divertente. Quindi questa è l’idea. Tutto quello che devi fare e seguire le tue istruzioni. E’ come salire o scendere le scale. Un passo alla volta. Seguendo la lista. Semplice. E il segreto, naturalmente, di ogni lista e tenerla in un posto dove sei costretto a vederla. …”

Tratto da “Memento Mori” di Jonathan Nolan

racconto completo: https://dl.dropboxusercontent.com/u/58223215/Memento%20Mori%20%28ita%29.pdf

fonte: http://christophernolan.forumfree.it/?t=55111073

Each point with an orbit that does not escape to infinity, nor is attracted by a cycle, forms the Julia Set

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